Aree non più edificabili,
rimborsi Imu come l’Ici
Andrea Giglioli
Tra le varie novità che potrebbero costituire la nuova Imu, qualora venga confermato il testo della legge di Bilancio per l’anno 2020 ora all’esame delle camere, troviamo al comma 40 dell’articolo 95 la reintroduzione del potere regolamentare per i comuni. Alla lettera c) si prevede il rimborso dell’imposta versata per le aree divenute inedificabili, delegando al comune i limiti e le regole per governare siffatta possibilità. Il restyling dell’Imu si compone anche di altri richiami alla vecchia Ici, e viene sempre più da chiedersi che senso abbia avuto abbandonare, nel 2012, un’imposta rodata per passare all’Imu e alla Tasi, quando sarebbe stato sufficiente tenersi l’Ici ed effettuare solo alcuni correttivi «chirurgici». Ma tant’è. Tornando all’ipotetica reintroduzione del diritto al rimborso per le aree divenute inedificabili, sebbene tale eventualità non potrà che riferirsi alla nuova Imu e, quindi, ai periodi d’imposta decorrenti dal 1° gennaio 2020 in poi (pertanto nessun rimborso riguarderà i periodi sino al 31/12/2019 ove vigevano la vecchia Imu e la Tasi), occorrerà che i comuni siano ben attenti nel governare una facoltà che potrebbe rivelarsi nefasta per le casse comunali. Non sono pochi, infatti, i comuni che, negli ultimi anni, hanno adottato o stanno per adottare varianti urbanistiche «in diminuzione» dell’edificabilità prevista dagli strumenti urbanistici, cancellando migliaia di metri quadri di aree edificabili. Strumenti urbanistici i quali, spesso figli di un periodo ove l’investimento immobiliare suscitava un notevole interesse, avevano previsto ampie zone di espansione, rivelatesi poi irrealizzabili dopo la deflagrazione della bolla finanziaria a fine 2008. La crisi del mercato immobiliare ha costretto a rivedere i piani urbanistici, ma anche le norme urbanistiche regionali sempre più orientate al recupero del patrimonio edilizio esistente piuttosto che al divorare nuovi territori. Il permanere della crisi potrà portare, anche nel futuro più immediato, a rivedere, al ribasso, le ipotesi di sviluppo dei territori e ciò costringerà i comuni a valutare, in modo attento, l’introduzione nei nuovi regolamenti Imu della possibilità di rimborso d’imposta per le aree che diverranno inedificabili consapevoli del fatto che le somme dovranno essere restituite entro il termine di 180 giorni dalla presentazione dell’istanza.

